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Ricerca personalizzata

Fare sempre attenzione quando si "gioca" con questo tipo di circuiti poiche le tensioni in gioco sono MORTALI! usate sempre la prudenza e ricontrollate più volte prima di dare alimentazione alle vostre scatole autocostruite.

Articolo in preparazione: la mia replica del Sun Audio SV2A3 (l'avventura continua) clicca qui per l'articolo

Amplificatore Ibrido "Rolocla 1"

Questo piccolo amplificatore è nato un po’ per caso. Navigando in rete, ho ritrovato una vecchia conoscenza, l’integrato Tda 2050, che avevo molte volte in passato sostituito durante le riparazioni che facevo per gli amici. In particolare, in un finale abbastanza blasonato per l’epoca (anni 80) di proprietà di una mia amica, l’avrò sostituito 10 volte fino ad accorgermi che si distruggeva per un difetto di circuitazione. Comunque quello che ha di buono questo piccolo circuito integrato, è la potenza abbastanza alta, una buona resa termica ed una bassa distorsione se non gli viene tirato troppo il collo. Data la pochissima quantità di componenti necessari per farlo cantare, le sue ridotte dimensioni e il  basso costo (3,00 euro cadauno) ho pensato di accoppiarlo ad un doppio triodo (ECC82 anche se alcune prove le ha passate meglio sostituendole con le 12BH7-A un pò più toste in corrente)visto che in ingresso accetta un po’ di tutto…Da li a disegnare e provare uno schemino è stato come rubare le caramelle a un bimbo. Il prototipo alimentato solo a 12 volt con mezz’ampere si è acceso subito senza fumare e ha fatto sentire la sua vocina ancora acerba per via della poca alimentazione. Accoppiato a due casse modeste che uso per le prove di laboratorio ho fatto alcune verifiche con Virtual Analizer e dopo qualche salutare modifica, ho deciso di realizzarlo. Tutto il circuito è stato montato su una basetta millefori (ho montato gli zoccoli sulla faccia opposta a quelloa dei componenti) da mm 100 X 150 e racchiuso in un contenitore Hammond preso su www.audiokit.it . Ho dotato l'attrezzo all'ingresso di un potenziometro per il volume (utile se ci colleghiamo un lettore cd o mp3, e di una coppia di rca per prelevare il segnale direttamente  su gli anodi dei tubi, per collegarci magari un finale serio... Il trafo per l'anodica è un pezzo surplus comprato quindici anni or sono in un mercatino, quello per l'alimentazione dei TDA nuovo di pacca pagato ben 17 euro!. Posteriormente l'ho dotato di uscite per le casse tipo economico, e al centro ho piazzato un deviatore a levetta per appicciare la miccia. Ie  rca di ingresso sono vicine al potenziometro del volume e ai tubi per accorciare al minimo il percorso del segnale. Chicca che ho già sperimentato sulla mia replica del  Dynaco Stereo 70, inserzione di due led da 3 mm blu sotto lo zoccolo dei triodi... effetto notte con luce led + rossastra del filamento davvero vintage. Lo scatolame misura 350 x 130 x 50 mm... in acciaio verniciato nero. All'interno ho montato un dissipatore in alluminio per raffreddare i finali. L’amplificatore ora è utilizzato per amplificare il segnale della scheda audio del mio pc compito che svolge egregiamente con potenza (anche troppa) sufficiente per ascoltare in pieno suono valvolare la mia musica dal pc.

La mia personalissima replica del famoso Dynaco Stereo 70

La costruzione di questo amplificatore, (push pull di EL34) a differenza di altri che in passato ho realizzato, è stata abbastanza semplice, vuoi per le indicazioni che ho trovato in rete ma soprattutto perché ho cercato di seguire il più possibile il layout originale della Dynaco. La cosa che più mi ha colpito di questo semplice amplificatore è stato il suono. Potente, asciutto e molto dinamico. È partito al primo colpo a differenza di altri che ho realizzato cosi difficili da mettere a punto (tipo il mostrone un integrato che ho costruito che mi ha fatto soffrire per sei mesi!). Ia mia replicuccia (non proprio fedele all’originale per la verità) mi ha dato immediatamente soddisfazione, e il circuito di regolazione del bias delle finali, mi ha permesso di sfruttare appieno ed immediatamente le caratteristiche di questo ampli. Veniamo al sodo senza dilungarci tanto. Le modifiche che ho apportato allo schema originale, sono state poche per la verità. Per lo stadio di ingresso, visto il problema di reperire i tubi driver originali 7199, ho usato lo schema messo a punto dalla curcio audio engineering  www.curcioaudio.com che utilizza 3 tubi 6922 per la parte di pilotaggio. Non ho usato il circuito stampato ma ho optato per il cablaggio in aria, usando basette di ancoraggio che mi hanno permesso di ottenere una filatura essenziale ed ordinata. I potenziometri del bias e del bilanciamento DC del PP li ho lasciati all’interno dell’ampli per evitare accidentali manomissioni (visto che il mio ampli è stato realizzato come dono e il fortunato attuale possessore è a totale digiuno su come si tarano gli stadi finali). Il trasformatore di alimentazione è stato volutamente sovradimensionato e realizzato da www.elettronicanovarria.com  di Milano. I trasformatori di uscita sono di Nuova Elettronica che all’ascolto (e visto l’utilizzo finale del tizio utilizzatore) sono risultati ottimi ed affidabili nonché economici (dato non trascurabile) L’induttanza di filtro è della Hammond. Il contenitore e la griglia di protezione sono della Hammond acquistati da www.audiokit.it insieme a tutti i componenti valvole e condensatori compresi. Ecco lo schema dell'alimentatore e della sezione finale e qualche immagine del mio ampli finito.

Come fare una fatica sovraumana e complicarsi la vita spendendo un botto di euri per costruire un integratone da 50 Watt per canale - ovvero - "Il Mostrone"

Molto tempo fà, ho realizzato un integrato valvolare su schema Williamson (il mio vecchio Enterprise). Questo ampli nacque quando lavoravo a Fiumicino, avevo realizzato un Single Ended di El34 e volevo un pò di potenza. Optai per un Push Pull di KT88. Il mostro doveva avere alimentazioni livellate a tubi 5U4GB e separate. Acquistai tutti i componenti necessari tra cui un grosso trafo di alimentazione che feci avvolgere su specifiche da Santo Novarria che a quei tempi non se la tirava e rispondeva al telefono dispensando consigli e aveva ancora prezzi umani essendo quasi sconosciuto ai molti (internet era in Italia agli albori). Naturalmente montai il tutto. I problemi di questo amplificatore erano le dimensioni  del telaio e il suo peso (sembrava una bara con il morto all'interno e trasportarlo era veramente un problema il mio amico Luigi lo chiamò appunto Amplificatore con telaio a cassa da morto). Il suono era poco entusiasmante, forse avevo esagerato con i condensatori sull'alimentazione e sugli stadi del circuito di ingresso, insomma suonava bene e forte ma non era quello che volevo. Il mio fine udito voleva dinamica e pulizia cristallina alle alte frequenze. Rimase in soffitta per molto tempo fino a quando decisi di cannibalizzarlo (ecco le foto dello scempio) e di recuperare parte dei componenti. Fu cosi che decisi che con i componenti recuperati, avrei realizzato un integrato completo di stadi RIAA per il mio giradischi Thorens TD160. Lo avessi mai fatto. Fu un impresa epica ma alla fine il Mostrone prese corrente e il suo suono riempì la mia stanzetta. Per farlo ho speso molte serate, molte fumate di componenti e molti eurini. Ecco gli schemi della sezione preamplificatrice (completa di controlli di tono), degli stadi Phono Riaa, della sezione finale e del mostrissimo alimentatore. Per lo chassis ho usato un contentitore Galaxy serie pesante. Trafi e induttanze Novarria. Le foto del prototipo le vedete cliccando qui.

Un progetto nato per scherzo, in un week end napoletano. Il mio "Minimè"

Il Minimè è nato prendendo spunto dallo schema dello Scherzo di Luca Chiomenti www.kiom.it pubblicato sul n° 24-29-36-43 di Costruire Hi-Fi.  Anche se molti conoscono questo piccolo amplificatore, faccio una breve descrizione del circuito. Si tratta di SE di PCL82 che sfrutta il triodo come preamplificatore e il pentodo come finale. Naturalmente la PCL82, storica valvola usata come amplificatore di BF nei vecchi televisori, ha al suo interno i due stadi distinti. I trasformatori usati sono i soliti Novarria. Ho usato la configurazione a triodo nello stadio di uscita poichè i trasformatori di uscita che avevo sono sprovvisti di presa centrale sul primario. In linea di massima lo schema dello Scherzo è stato seguito anche se con alcune modifiche che ho dovuto fare sull'alimentazione a causa di un fastidioso hum che mi ha fatto tribolare un pò. Ho aggiunto un occhio magico EM84 (una solamente perchè l'effetto stereo non mi interessava) e due piccoli led sotto gli zoccoli Noval che insieme all'occhio magico fanno un pò di scena. L'amplificatore suona bene pur con la sua modesta potenza. Attualmente lo uso accoppiato a dei piccoli diffusori con una normale efficienza (91 dB) e il risultato sonoro è buono considerando il costo veramente modesto che ho sostenuto per realizzare l'amplificatore. Ecco lo schema completo, il circuitino per far illuminare la EM84 a tempo di musica e alcune fotografie del mio piccolino.

Il mio primo amplificatore valvolare il mitico LC9698 su schemetto di Nuova Elettronica LX133

Su questo schema penso sia stato detto tutto. Bene o male è diventato il più realizzato credo tra gli autocostruttori. Anche quelli famosi con la puzza sotto il naso, conosciutissimi in rete, che su questo kit ne hanno sparlato (male quasi sempre) sicuramente lo hanno realizzato, modificato, elaborato e chi più ne ha ne metta... Tutti abbiamo comprato quei trasformatori o quel kit a pochi euro da Nuova Elettronica di Bologna. La rivista che a me personalmente mi ha insegnato tanto. Ho cominciato negli anni 70 a giocare con Radio Pratica il giornale mensile padre di Nuova Elettronica che mi regalava mio Zio. Ancora oggi, saltuariamente per la verità solo quando sono pubblicati articoli interessanti, vado in edicola e la compro. Ne ho una marea di copie in soffitta e ho realizzato molti loro progetti sempre con successo specialmente quelli radio che realizzavo negli anni 80 quando modulavo in 27 MHz. Alcune mie realizzazioni le trovate cliccando nel menù nella sezione Radio. Ma torniamo al mio amplificatore. Anche se in rete si trova di tutto su questo schema, lo descrivo brevemente. Si tratta di un valido e superprovato schema risalente agli anni 50, un single ended di EL34 in configurazione ultralineare. Lo stadio di ingresso utilizza il primo stadio di una ECC82 e il secondo stadio del famoso ultranoto tubo è utilizzato come stadio di accoppiamento del pentodo finale. Una manciata di componenti messi in ordine e l'amplificatore canta egregiamente. Messa a punto la toppa originale dello schema (il valore delle resistenze di catodo era cannato e la placche diventavano di colore ciliegia ultramatura e provocavano la morte in poche ore della valvola finale) l'amplificatore funzionò immediatamente e dopo 15 anni circa è ancora in forma e fa il suo lavoro egregiamente accoppiato a un lettore di CD e ad una coppia di bellissime BOSE Mod 301 V. Ho fatto un upgrade del mobile qualche tempo fa ma non mi ha soddisfatto. Ho in mente di regalare allo schema qualcosa di buono (i condensatori) al suo interno e di dotarlo di un potenziometro per il controllo del segnale in ingresso. L'alimentazione è a stato solido con diodi veloci. Per il montaggio realizzai un due circuiti stampati uno per l'alimentatore e uno per il finale. Ecco lo schema completo con le mie personali modifiche e le foto del mio SC9698 e delle Bose 301 V che l'ampli pilota alla grande.

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